Stress

Ma cosa intendiamo dire quando diciamo sono stressato o sono sotto stress, cosa è lo stress. Ma prima di definirlo, c’è da chiarire un punto, ovvero, mi capita molto spesso di sentire professionisti della salute e non di associare diversi malesseri fisici e non, allo stress. Questo può essere in parte vero, ma concettualmente non è così semplicistico.

Lo STRESS, non è altro che la risposta del nostro corpo per preservare le energie e per fronteggiare al meglio le difficoltà e gli ostacoli a cui la vita ogni giorno ti sottopone. In natura, parlando dell’epoca preistorica, l’uomo era circondato da minacce reali per la propria sopravvivenza, per esempio se un leone lo attaccava, sentendosi in pericolo, come primo istinto era quello di tentare la fuga, quindi in tutti modi dovrà conservare le energie per salvarsi, ciò prevede un aumento della frequenza cardiaca per incrementare la circolazione (in questo modo si fa arrivare più ossigeno ai muscoli che a breve verranno messi sotto sforzo), una dilatazione dei vasi sanguigni per migliorare il flusso sanguigno e l’apporto di ossigeno, dilatazione delle pupille e tante altre manifestazioni con lo scopo di incrementare velocità, lucidità e riflessi.

Infatti sotto stress l’organismo inizia a rilasciare diversi ormoni, tra i quali soprattutto adrenalina e cortisolo, che favoriscono la possibilità di “sopravvivere al pericolo”, grazie ad una risposta ormonale immediata (tecnicamente chiamata “fight or flight response”).

Nella vita moderna con la civiltà, sono cambiate molte cose, ma i fattori di stress sono sempre presenti ed in modalità diverse. La minaccia per un essere umano è:

REALE: ad esempio uno sforzo fisico intenso, la mancanza di cibo, un’operazione chirurgica, condizioni climatiche estreme, un trauma fisico.

• IMMMAGINARIA: tutto ciò che riguarda la sfera emotiva e psicologica, come preoccupazioni al lavoro, litigi con amici o parenti, la perdita di una persona cara.

…non importa di che natura sia, il fisico lo percepisce allo stesso modo come stress.

Mentre nel passato lo stress era una risposta veloce e si esauriva in breve tempo, ovvero quando il pericolo finiva, oggi siamo costantemente in una condizione di stress costante che definirei stress cronico.

Quindi è facile capire che questo sistema di difesa nato per fronteggiare emergenze, ad oggi si trova in un overuse e per forza di cose scatena delle conseguenze.

Quindi cosa accade al nostro metabolismo quando il corpo è sotto stress?

Dice la Dott. Caprioliodell’istututo E.I.Nu.M. :

a. Aumenta il fabbisogno di amminoacidi a causa dell’aumentata secrezione di ormoni dello stress. Quest’ultimi infatti hanno un effetto catabolizzante sui tessuti muscolari (ossia tendono a demolire i tessuti più di quanto essi non riescano a ricostruirsi e ripararsi in seguito ad uno sforzo). Inoltre in questa condizione di tensione l’organismo ha molta più difficoltà ad assimilare e digerire le proteine (il pH del corpo tende a divenire più acido e le proteine sono composti organici acidi, di ancor più difficile digestione).

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b. Abbiamo discusso poco fa dell’aumento fisiologico nella produzione di ormoni quali l’adrenalina, il cortisolo; ebbene per gestire al meglio una condizione di forte stress servono maggiormente neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina, il GABA. Questi servono a migliorare la concentrazione e a dare una stabilità emotiva.

c. Di solito di pari passo con un lavoro fortemente stressante segue un’aumentata carenza di vitamina D, poiché risulta minore l’esposizione solare, unica vera fonte di questo micronutriente.

d. Come accennato nell’introduzione, tra i danni provocati dallo stress, ci sono quelli causati dall’accumulo di radicali liberi, o anche detti ROS (specie reattive dell’ossigeno). Queste sostanze, in condizioni ottimali, vengono prodotte dal corpo in seguito a molte reazioni fisiologiche (reazioni di ossido-riduzione), e come sostanze di scarto vengono eliminate dallo stesso attraverso un sistema di difesa, chiamato sistema antiossidante.
Quando il fisico però è sotto stress, non riesce ad eliminarle come si deve, il tasso di ossidazione aumenta perché esse si accumulano, e restando in circolo per l’organismo, provocano dei danni alle cellule.

In più di ce la Dott.ssa Capriolo su come far fronte allo stress e alle carenze ad esso associate

1. Fondamentale l’apporto di amminoacidi in forma libera, compresa la glutammina (importante per assicurare la corretta assimilazione delle sostanze a livello di mucosa gastrica, poiché ne ripristina la permeabilità).

2. Integrazione suppletiva di vitamina D.

3. Cofattori della vitamina D, quali magnesio, calcio, vitamina k2, boro e zinco ne assicurano la corretta assimilazione.

4. Vitamine del complesso B, per agevolare la digestione delle proteine e la produzione di energia a livello cellulare.

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5. Sostanze Adattogene, come ad esempio la Rhodiola e l’ashwaganda per riequilibrare i livelli ormonali, soprattutto per quanto riguarda Adrenalina e cortisolo.

6. Un giusto apporto di antiossidanti: picnogenolo, resveratrolo, EPGC*, Q10 ubiquinolo, vitamina C, Acido alfa lipoico, luteina, astaxantina, curcuminoidi, estratti di frutta e verdura ad alto valore ORAC (metodica recente usata come tecnica di riferimento per la misurazione dell’azione antiossidante di alimenti ed integratori), acetil-cisteina, glutammina per permettere la formazione di glutatione (un importante proteine antiossidante), selenio, Vitamina E.

GLOSSARIO:
*EPGC: Epigallocatechina gallato, corrisponde ad un’importante componente polifenolica del tè verde.

Quindi riassumendo possiamo dire che non è lo stress direttamente a creare malesseri, ma lo stato di stress, utilizza molti elementi che servono nelle normali funzioni vitali mandando il nostro corpo in carenza, causando disfunzioni che poi si manifestano in disturbi.

Spero questa visione vi abbia dato na consapevolezza in più su come agire sulla prevenzione di molti disturbi in casi di stress prolungato.

Ci sono integratori ad hoc e personalizzati, ma tutto inizia cercando di capire in che condizione attualmente è il nostro stato metabolico.

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Luca Zinco Fisioterapista

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