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epicondilite genzano di romaè un dolore localizzato al gomito nella zona dell’epicondilo, che rende dolorosi alcuni movimenti semplici come ruotare la maniglia della porta, oppure versare da bere.

L’epicondilo è un distretto anatomico che di trova all’altezza dell’articolazione del gomito: è facilmente individuabile portando il braccio a 90 gradi, piegando il gomito e ruotando la mano ponendo il palmo verso il basso. L’area sopra il gomito, appunto è quella interessata dall’epicondilite, ovvero l’infiammazione dei muscoli che si inseriscono sull’epicondilo.

Spesso erroneamente, viene chiamata anche Gomito del tennista, in quanto il tennis è uno di quegli sport che spesso genera  infiammazioni all’epicondilo. Va ricordato che anche altri soggetti, possono esserne colpiti, come muratori e manovali, o chiunque esegua ripetutamente dei movimenti di flessione del braccio e rotazione del polso.

Le cause generalmente vanno ricercate in uno scorretto uso dell’articolazione che messa in sovraccarico, tende ad infiammarsi nella componente epicondilare. Importante anche una diagnosi differenziale per escludere la compresenza di patologie  a carico del rachide cervicale. (c5-c6-c7).

Quali sono i sintomi?

I sintomi tipici di un epicondilite possono includere:

  • Il dolore che si irradia dalla parte esterna del gomito fino all’avambraccio e al polso,
  • Dolore quando si usa il polso,
  • Debolezza dell’avambraccio,
  • Un dolore che peggiora nel corso di settimane o mesi,
  • Dolore durante l’uso della mano per fare presa, come le strette di mano o girare una maniglia,
  • Incapacità di tenere certi oggetti in mano, come ad esempio un bicchiere

Cosa può fare la Fisioterapia?

Non esiste un vero e proprio protocollo riabilitativo, a scelta della strategia giusta varia dalla storia del paziente, dal tempo trascorso dalla comparsa del problema e dalla vita sociale, sportiva e lavorativa che si svolge. Per sommi capi la sequenza di intervento può racchiudersi in queste fasi: si inizia ad intervenire per far regredire ed eliminare il dolore, agire sulla causa e ripristinando un corretto equilibrio muscolare e ridurre la possibilità di recidive con un programma mirato di prevenzFisioterapia Genzano di Romaione.

Ma, per essere più concreto, vi parlo di Giovanni, un operaio di 56 anni che si occupa di edilizia. Il problema è sorto 8 mesi prima che si recasse presso lo studio di fisioterapia a Genzano di Roma, lamentava dolore alla palpazione della zona e dolore nelle normali pratiche lavorative. Inizialmente abbiamo iniziato con un trattamento con tecarterapia che ha portato ad un concreto miglioramento della sintomatologia dolorosa grazie all’aumento della circolazione locale. Aumentando la circolazione l’organismo è in grado di eliminare le sostanze di deposito algogene che si sono incuneate nella zona che ha iniziato l’infiammazione. Contemporaneamente abbiamo applicato il Taping Neuromuscolare che ha aiutato molto la zona a ridurre l’edema, e la congestione, Poi successivamente si è lavorato sui Trigger point trattandoli manualmente e introdotto esercizi di stretching che sono molto importanti, in quanto un giusto allungamento permette un movimento corretto di tutte le strutture muscolari.

Dopo le prime sei sedute i sintomi erano spariti, il programma di recupero funzionale ha dato da subito risultati eccellenti e il ritorno alle attività lavorative ha ripreso senza conseguenze. E’ stato consigliato al sig. Giovanni un programma di esercizi di stretching da fare a casa con aggiunta di esercizi mirati l consolidamento del risultato. Inoltre per i successivi 3 mesi, il signor Giovanni si è recato presso lo studio di fisioterapia a Genzano di Roma una volta al mese per effettuare un “Tagliando gratuito” per monitorare che tutto stava andando per il meglio.

In linea di massima gli esercizi di stretching adatti alla problematica di epicondilite sono questi:

I risultati sono soddisfacenti e sono mirati a far si che i pazienti usino meno farmaci possibile e scongiurare (nei casi non gravissimi) interventi chirurgici e complicanze successive.

Per scongiurare ricadute, successivamente al termine del trattamento, e nel momento in cui l’atleta riprende la sua attività, sarà bene che egli esegua degli esercizi di prevenzione che siano in grado di riequilibrare il più possibile la forza tra gli estensori e i flessori. Nel caso di non atleti ci sono degli esercizi di minor difficoltà con il medesimo obiettivo.

Fisioterapista: ZINCO LUCA

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